Questa sezione sarà dedicata alla pubblicazione, in forma sintetica, dei lavori di ricerca naturalistico- scientifica a cui SELVA ha partecipato


VARIAZIONI MICROGEOGRAFICHE del CANTO
nella RONDINE Hirundo rustica (Passeriformes, AVES)



ASPETTI DELLA BIOLOGIA RIPRODUTTIVA DEL CAVALIERE D'ITALIA (Himantopus himantopus) NELLE VASCHE DELLO ZUCCHERIFICIO DI CASEI GEROLA (PV)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


UNIVERSITÀ degli STUDI di PAVIA
Facoltà di Scienze MM. FF. NN.
Dipartimento di Biologia Animale

Tesi sperimentale di Laurea in Scienze Naturali di: Vera PIANETTA
Relatore: Prof. Paolo Galeotti
Anno Accademico 1999-2000

VARIAZIONI MICROGEOGRAFICHE del CANTO nella RONDINE Hirundo rustica (Passeriformes, AVES)

RIASSUNTO
Il canto degli uccelli è un insieme di note o sillabe piuttosto elaborate, caratteristico per ogni specie ed emesso soprattutto dai maschi durante il periodo riproduttivo, con il duplice scopo di tenere lontani i rivali conspecifici e di attirare le femmine. L'acquisizione delle capacità canore negli uccelli si basa sia sulla componente genetica, sia su quella culturale (prevalente nei Passeriformi) mediante apprendimento dal padre o da altri maschi conspecifici. L'affiancamento della trasmissione culturale alla componente genetica consente una maggior variabilità e adattabilità del comportamento di comunicazione, permettendo l'evoluzione di varianti individuali e intraspecifiche a livello geografico o di popolazione, denominate dialetti.
Per quanto riguarda il canto della rondine, non è mai stata dimostrata l'esistenza di variazioni individuali o geografiche. Pertanto, con la mia tesi, mi sono proposta di studiare alcune popolazioni di rondini nidificanti in due distinte aree geografiche per determinare:
1. il repertorio di sillabe nei canti di ogni popolazione,
2. la relazione tra la somiglianza dei repertori e la distanza delle popolazioni,
in modo da verificare l'eventuale presenza di:
a) variazioni individuali nel canto tali da consentire il riconoscimento individuale;
b) variazioni microgeografiche nei canti di diverse popolazioni;
c) variazioni macrogeografiche nei canti delle due aree geografiche.
Ho scelto pertanto 10 popolazioni di rondini, 5 situate nell'Oltrepò Pavese e 5 nel Milanese, che differivano per numero di coppie, tipo di edificio ospitante i nidi e ambiente circostante. In totale ho effettuato 1800 registrazioni di canti, di cui 530 in Zona Oltrepò e 1270 in Zona Milano. Ho selezionato per le analisi sonografiche 378 canti, appartenenti a 48 individui (11 registrati in Zona Oltrepò e 37 in Zona Milano). Gli spettrogrammi, o sonogrammi, dei canti sono stati prodotti utilizzando un apposito programma per personal computer. Per ogni canto ho misurato alcuni parametri strutturali (durata, frequenza, numero di sillabe). Ho studiato inoltre gli aspetti qualitativi del canto, determinando i tipi di sillabe presenti nei repertori canori dei vari individui, colonie e zone.
L'analisi svolta sulle caratteristiche quantitative del canto della rondine ha dimostrato che queste, a causa della bassa variabilità interindividuale, non consentono un soddisfacente riconoscimento degli individui. Anche la variabilità intercoloniale è bassa, tranne per il parametro frequenza del ting (nome che ho attribuito all'intensa e semplice nota finale) e permette il riconoscimento della colonia d'appartenenza solo nel 55% dei casi. I parametri che ben distinguono i canti di rondini appartenenti a colonie e zone diverse sono quelli qualitativi, rappresentati dai tipi di sillabe presenti nei repertori coloniali e zonali. Il repertorio di sillabe delle colonie studiate variava da 17 a 36 tipi e la sua ampiezza era correlata positivamente con le dimensioni della colonia (numero di individui registrati all'interno di una popolazione); tuttavia, oltre i 6 individui gli incrementi di repertorio erano insignificanti. Studiando la frequenza d'uso dei tipi di sillabe (numero di individui che emettono una certa sillaba) ho riscontrato che alcune di queste sono esclusive di una colonia oppure di una zona, dimostrando, così, l'esistenza di variazioni significative del repertorio a livello microgeografico. In particolare, la presenza del ting, una sillaba poco diffusa, si è rivelata di notevole importanza per la distinzione dei canti delle diverse colonie e soprattutto delle due aree geografiche. Infatti, questa sillaba finale veniva emessa solo dal 22% degli individui in Zona Milano, ma ben dal 90% in Zona Oltrepò. Il fattore che sembra influire sulla somiglianza dei repertori è quindi la distanza tra le colonie che è, infatti, correlata negativamente con essa.
Il fatto che i canti differiscano più a livello qualitativo che non quantitativo conferma che il canto della rondine è principalmente frutto d'apprendimento e di evoluzione culturale e che pertanto, la possibilità di sviluppo di tradizioni locali, varianti microgeografiche o veri e propri dialetti è elevatissima.

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UNIVERSITÀ degli STUDI di PAVIA
Facoltà di Scienze MM. FF. NN.
Dipartimento di Biologia Animale

Tesi sperimentale di Laurea in Scienze Naturali di: Elena MOSELLI
Relatore: Prof. Francesco Barbieri
Anno Accademico 1998-1999

ASPETTI DELLA BIOLOGIA RIPRODUTTIVA DEL CAVALIERE D'ITALIA (Himantopus himantopus) NELLE VASCHE DELLO ZUCCHERIFICIO DI CASEI GEROLA (PV)

RIASSUNTO
Il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus) appartiene all'ordine Charadriformes, famiglia Recurvirostridae. Presenta caratteristiche morfologiche inconfondibili: lunghezza 35-40 cm, il becco di 5-7cm e le zampe 12.5-16.5 cm, contribuiscono a circa la metà della lunghezza totale; l'ampiezza alare è di 67-83 cm. La colorazione è principalmente bianca con manto e ali nere, le lunghe zampe rosa risultano ben visibili in volo. La specie è migratrice e il suo ampio areale si estende a basse latitudini, a metà del Paleartico occidentale, nelle zone di clima temperato. Il Cavaliere d'Italia è specie tipica delle acque basse delle lagune salmastre, delle zone inondate, delle risaie e marcite e delle zone a bonofica recente. La ricerca è stata condotta per due anni consecutivi, 1997-98, allo scopo di analizzare in dettaglio l'andamento cronologico della colonia di Cavaliere d'Italia, nidificante all'interno delle vasche dello zuccherificio di Casei Gerola. Si sono inoltre confrontati i movimenti migratori e le presenze nei siti riproduttivi, le caratteristiche dei nidi e le dimensioni delle covate con i dati raccolti in due zone dell'Oltrepò Pavese (lontane 15 km), nei comuni di Castelletto di Branduzzo e Pinarolo Po. Infine è stato avviato un esperimento, utilizzando uova artificiali, per ottenere maggiori informazioni sul comportamento di difesa dei nidi da parte del Cavaliere d'Italia: definire il diverso livello di difesa in rapporto alla distanza dei nidi dal centro della colonia. I dati raccolti sui movimenti migratori della colonia nidificante all'interno delle vasche dello zuccherificio di Casei Gerola, non si discostano da quelli riportati nella letteratura italiana; i primi arrivi si sono osservati durante il mese di marzo e le ultime registrazioni si sono protratte fino al mese di ottobre. Durante il 1998 si è registrato un numero totale di nidi maggiore rispetto a quello dell'anno precedente, le dimensioni della colonia sono aumentate del 25%. Dall'esame delle caratteristiche dei nidi, il Cavaliere d'Italia è risultato essere una specie opportunista nella scelta dell'ambiente di nidificazione; le uova sono state deposte su substrati molto differenti in relazione allo spazio disponibile per la costruzione del nido. L'esperimento condotto con uova artificiali all'interno della colonia indica, come era prevedibile, che la massima difesa dei nidi si ha al centro della colonia e la sua intensità diminuisce allontanandosi verso la periferia. Le manifestazioni più efficaci si hanno, inoltre, durante il periodo di presenza delle uova e dei piccoli non ancora in grado di volare.

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